MMG, lettera aperta: “Vorremmo giocare in nazionale”

Preg.mo Presidente Fedriga, Preg.mi Governatori,

inascoltati dal Ministro Speranza cui abbiamo indirizzato una lettera aperta lo scorso 13 ottobre, torniamo a scrivere auspicando questa volta di trovare ascolto. Rappresentiamo tutti quei medici di medicina generale, tanti, un po’ da tutta Italia, che hanno espresso e continuano ad esprimere molte perplessità sull’impostazione fin qui data al progetto di riforma delle Cure Primarie in elaborazione.

È evidente da quanto riportato dalle diverse fonti d’informazione che la medicina generale, i sindacati e la politica siano spaccati sul tema convenzione-dipendenza, come è altrettanto evidente che la contradditoria mediazione proposta dal DM71, quella che prevede che il mmg in convenzione debba lavorare funzionalmente come un dipendente, in un ibrido senza tutele e diritti, per 38 ore settimanali suddivise fra studio, Casa della Comunità Hub e Distretto, porterà tutti indistintamente a perdere!

Perché il rischio che le Case della Comunità restino contenitori vuoti o impropriamente utilizzati è altissimo se almeno ad una parte dei mmg non sarà consentito il rapporto di dipendenza; né è dato sapere cosa i mmg convenzionati dovranno fare nelle CdC Hub e “nei Distretti”, termine ancora molto astratto, dove dovranno recarsi pressoché quotidianamente.

Certamente non attività nei confronti dei propri assistiti visto che la maggior parte dei medici non potrà certo portarseli dietro dal luogo dove esercitano, ma certamente tempo a loro sottratto, anche perché la gran parte dei mmg, quelli che non avranno la fortuna di esercitare nelle città o nei paesi sede delle CdC, dovranno anche sobbarcarsi pressoché quotidianamente, a conti fatti, fino a 35-40 km di strada in più del solito (… figurarsi i Colleghi che lavorano in aree montane, rurali e spesso in più Comuni!).

Ed in aggiunta alle suddette criticità che già tanto hanno di paradossale, si vuole anche costringere una intera categoria a rimanere in convenzione e ad essere oltre tutto manager per forza pur senza vocazione, piuttosto che medici! Perché anche questo è il significato della convenzione, tanto più da quando con l’ACN 2005 è stato introdotto l’associazionismo e con esso tutti quei tentativi maldestri di farlo funzionare senza norme ad hoc.

Si è dovuti ricorrere a soggetti giuridici improbabili per i mmg in convenzione con risultati spesso addirittura disastrosi (dall’implosione di molte associazioni … fino addirittura alle sanzioni come accaduto in Veneto nel 2014), aggiungendo problemi e l’aumento dei costi per la gestione societaria a quelli della professione! Gran parte delle attuali forme associative sono per questo in difficoltà e se ne sta riproponendo il modello convenzionato?

Tanti mmg in Italia vorrebbero far parte “della Nazionale” e non “delle squadre di club”, vorrebbero un unico SSN per poter garantire ai Cittadini il diritto ad un’assistenza migliore ed uniforme e nel contempo vedersi riconosciuti tutele e diritti di tutti i lavoratori. Tanti mmg in Italia vorrebbero fare solo i medici e non gli imprenditori fra cooperative, società di servizio, accreditamenti … per non parlare delle AFT! Perché voler negare questa possibilità di scelta? Bisogna imparare dal passato, bisogna imparare dalla pandemia!

E allora Illustre Presidente ed Illustri Governatori, chiediamo venga dato ascolto anche a quella parte di professionisti, peraltro portatori solo di interessi sociali e professionali, che si riconoscono nei principi sopra esposti e che non vogliono più considerare lo Stato come la “controparte” con cui dover trattare ogni cosa. I mmg sono solo uno degli strumenti della riforma, non sono i fruitori della riforma. La riforma è dei Cittadini e per i Cittadini! E il pensiero che si possa ridurre tutto ad un confronto basato sul numero maggiore o minore di firme di portatori di interessi specifici non merita neanche considerazione.

Il senso del nostro appello, oggi che la bozza del DM71 è alla vostra attenzione, è quello di rendervi consapevoli che tanti mmg in Italia auspicano un vero cambiamento, quello delle Case della Comunità distribuite capillarmente su tutto il territorio nazionale come descritte dalla bozza AGENAS del luglio 2021, “abitate” da mmg che possano lavorarvi stabilmente senza artifizi contrattuali e gestionali, dedicando tutto il tempo alla cura dei propri assistiti e non ad attività che dovranno essere inventate per opportunità se non solo per giustificare un modello dal sapore più punitivo che razionale.

Naturalmente tutto quanto chiediamo è sempre nel rispetto delle diverse aspirazioni e dei diversi punti di vista. Chi vorrà continuare il proprio percorso professionale da mmg convenzionato deve essere libero di poterlo fare, ma allo stesso tempo non si deve negare a coloro che ambiscono ad un diverso rapporto contrattuale e ad una semplificazione organizzativa del lavoro, di poterlo realizzare! Solo questa soluzione darebbe il vero significato alle strutture che si andranno a costruire e alla riforma che l’Europa ci chiede.

Senza contare che la coesistenza delle due diverse realtà consentirà di avviare sperimentazioni in grado di dare nel tempo la risposta ai dubbi di tutti.

Acciani Nicola – Puglia; Angeloni Gabriele – Lazio; Annechiarico Giuseppina – Lombardia; Antonucci Anna – Campania; Arboritanza Alberto – Puglia; Badinella Martini Marco – Piemonte; Barbieri Giorgio – Lombardia; Bellante Grazia – Sicilia; Belviso Francescopaolo – Puglia; Berni Giovanni – Lazio; Bettella Valentina – Veneto; Binetti Stefano – Puglia; Bosco Michele – Sicilia; Brigandì Mario – Sicilia; Buzzerio Luca – Puglia; Capriati Nicola – Puglia; Corallo Claudia – Sicilia ; Costanza Bianca Maria – Sicilia; Cusimano Simona – Sicilia; Dalfino Tiziano – Puglia; D’Angelo Teodora – Sicilia; De Fazi Ermanno – Lazio; De Luca Antonietta – Lazio; De Luca Claudio – Lazio; De Robertis Aldo – Puglia; Di Gennaro Danila – Lazio; Di Silvestre Baldassarre – Sicilia; Di Turi Cosima – Puglia; Di Virgilio Cesare – Puglia; Falcone Maria Francesca – Sicilia; Faggian Fulvio –Veneto; Fasulo Serenella – Sicilia; Favale Giuseppina – Puglia; Ferretti Alessia – Lazio; Fortino Maria – Sicilia; Frjiia Andrea – Sicilia; Gagliardi Flora – Lazio; Giove Francesca – Puglia; Guadagni Jacopo – Toscana; Guardì Antonino – Sicilia; Infantino Antonio – Puglia; Lazzara Marylina – Sicilia; Licata Monica – Sicilia; Licata Silvio – Sicilia; Lo Re Maria Concetta – Sicilia; Lovera Davide – Piemonte; Lugli Cristian – Lombardia; Mandas Franco – Emilia Romagna; Mangione Marcello – Sicilia; Masaneo Isabella – Piemonte; Mastrobiso Maura – Campania; Mingoia Salvina – Sicilia; Murdaca Mariangela – Lombardia; Nucera Tiziana – Calabria; Orazi Vanessa – Lazio; Panajia Agostino – Emilia Romagna; Pelligra Caterina – Lombardia; Piazza Alessandra – Lombardia; Pondini Ivano – Lombardia; Preziosi Francesca – Lazio; Prisinzano Rosario – Sicilia; Purificato Carola – Lazio; Ricci Vincenzo – Puglia; Rossato Daniela – Lombardia; Rossiello Ilaria – Marche; Rubino Angela – Puglia; Ruggiero Cecilia – Puglia; Santorsola Teresa – Puglia; Scialfa Francesca – Sicilia; Sorci Carmela – Sicilia; Spatafora Rosalia – Sicilia; Straniero Monica – Puglia; Tedesco Maria – Lazio; Tiberio Giovanni – Lazio; Troisi Renato – Sicilia; Valguarnera Sabrina – Sicilia; Venturella Matteo – Emilia Romagna; Viganò Sara – Veneto; Viotto Laura – Lazio; Vulpi Ivo – Puglia

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