Conferenza stampa Rosy Bindi, Nerina Dirindin, Marco Geddes

Il Servizio sanitario nazionale è arrivato impreparato all’appuntamento con il COVID-19, penalizzato da anni di de-finanziamento, di tagli dei posti letto e del personale e da politiche che hanno inciso negativamente sulla tenuta dei servizi territoriali e di prevenzione. Ha mostrato le sue debolezze e fragilità.
Rapidamente si è sviluppato un generale consenso politico sulla necessità di rafforzare il servizio sanitario nazionale. Ma passata la fase acuta della pandemia, la sanità è ben presto tornata a occupare la parte bassa della classifica delle priorità del paese.

Tutto quello che è necessario per la salute delle persone

Rosy Bindi, già ministra della Sanità, Nicoletta Dentico della Society for International Development e Silvio Garattini, presidente dell’Istituto Mario Negri, scrivono al premier Draghi chiedendo un impegno per favorire l’accesso dei Paesi poveri ai vaccini, derogando ai diritti di proprietà intellettuale.

Tutto quello che è necessario per la salute delle persone

Rosy Bindi, già ministra della Sanità, Nicoletta Dentico della Society for International Development e Silvio Garattini, presidente dell’Istituto Mario Negri, scrivono al premier Draghi chiedendo un impegno per favorire l’accesso dei Paesi poveri ai vaccini, derogando ai diritti di proprietà intellettuale.

Il PNRR: passi in avanti ma non basta. Serve molta più energia per Salute e diritti Sociali

In questi mesi abbiamo più volte affermato che è necessario utilizzare bene le ingenti risorse messe in campo dall’UE per reagire alla grave emergenza sanitaria, sociale ed economica causata dalla pandemia. Abbiamo rivendicato un uso appropriato e rigoroso dei finanziamenti per orientarli decisamente verso un modello di prevenzione e di assistenza ad alta integrazione socio sanitaria, diffusa nel territorio. Abbiamo anche criticato duramente la prime bozze (gennaio 2021) di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza; riconosciamo che qualcosa è cambiato, si sono fatti passi in avanti – ad esempio per la non autosufficienza, l’assistenza domiciliare integrata e i progetti per alternative all’istituzionalizzazione delle persone anziane e con disabilità – ma rimangono gravi lacune da colmare.

Il PNRR: passi in avanti ma non basta. Serve molta più energia per Salute e diritti Sociali

In questi mesi abbiamo più volte affermato che è necessario utilizzare bene le ingenti risorse messe in campo dall’UE per reagire alla grave emergenza sanitaria, sociale ed economica causata dalla pandemia. Abbiamo rivendicato un uso appropriato e rigoroso dei finanziamenti per orientarli decisamente verso un modello di prevenzione e di assistenza ad alta integrazione socio sanitaria, diffusa nel territorio. Abbiamo anche criticato duramente la prime bozze (gennaio 2021) di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza; riconosciamo che qualcosa è cambiato, si sono fatti passi in avanti – ad esempio per la non autosufficienza, l’assistenza domiciliare integrata e i progetti per alternative all’istituzionalizzazione delle persone anziane e con disabilità – ma rimangono gravi lacune da colmare.

Critiche sì, insulti no. Lettera al Direttore di quotidianosanita.it

L’immagine è sulla copertina del libro di Carofiglio, citato nella lettera di Marco Geddes da Filicaia Gentile Direttore, ho letto con interesse  l’articolo di Claudio Maria Maffei (Quotidiano Sanità, 15 settembre) che, a commento di un intervento (Bindi, Dirindin, Geddes) effettuato in rappresentanza dell’Associazione Salute Diritto Fondamentale aggiunge, agli indizi di privatizzazione a cui abbiamo fatto riferimento, un ulteriore elemento.

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PNRR e assistenza sanitaria territoriale. È l’ora delle scelte.

di Gavino Maciocco

Dai prossimi atti del Governo in tema di sanità territoriale si capirà se le risorse del PNRR saranno utilizzate per migliorare la salute della popolazione o per ingrossare il portafoglio della sanità privata. Il PNRR per ora non fa una scelta tra due possibili opzioni e rimanda l’identificazione del modello organizzativo all’approvazione di un decreto ministeriale da adottarsi entro il 31 ottobre 2021. Proviamo ad applicare il dilemma pubblico/privato all’Assistenza domiciliare.

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Indietro tutta sulla spesa sanitaria nel biennio 2022-2024

di Maria Chiara Giorgi, Il Manifesto, 16/09/2021

Sanità. Si è persa la questione fondamentale che dovrebbe occupare l’agenda politica: ovvero lo strumento che garantisce a tutti e tutte, indistintamente, la tutela della salute, a partire dall’assistenza territoriale e dalla prevenzione, volto a perseguire gli obiettivi di uguaglianza, universalismo, omogeneità territoriale, globalità delle cure Nel tanto parlare di green pass e di terza dose del vaccino, si è persa la questione fondamentale che dovrebbe occupare l’agenda politica: lo stato di salute del nostro Servizio sanitario nazionale (Ssn). Ovvero dello strumento che garantisce a tutti e tutte, indistintamente, la tutela della salute, a partire dall’assistenza territoriale e dalla prevenzione, volto a perseguire gli obiettivi di uguaglianza, universalismo, omogeneità territoriale, globalità delle cure.

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“PNRR: prendersi cura, come” intervento di Rosy Bindi

Cosa ci ha insegnato la pandemia? Come evitare di sprecare le risorse del PNRR?Come si esce dai problemi seguiti alla “regionalizzazione” del sistema sanitario e alla diversificazione dei modelli? Rosy Bindi risponde alle sollecitazioni di Monica Guerzoni durante il dibattito: “PNRR: prendersi cura, come” alla Festa nazionale dell’Unità.

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Case della Comunità in Comune

Di Marco Geddes su saluteinternazionale.info

La realizzazione delle Case della Comunità chiama in causa i Comuni per gli aspetti gestionali relativi all’integrazione socio-sanitaria, e per le implicazioni urbanistiche relative alla scelta di dove realizzare queste strutture. Uno degli elementi più innovativi del PNRR Sanità (Missione 6) è rappresentato dalle Case della Comunità (CdC) per le quali è previsto un finanziamento di 2 miliardi. L’obiettivo è di dotare il territorio di “… uno strumento – come recita testualmente il PNRR – attraverso cui coordinare tutti i servizi offerti” e di garantire alla popolazione “… un punto unico di accesso alle prestazioni sanitarie”.

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Papa Francesco, Angelus dal Gemelli: “Un servizio sanitario gratuito che assicuri un buon servizio accessibile a tutti”

«In questi giorni di ricovero in ospedale, ho sperimentato ancora una volta quanto sia importante un buon servizio sanitario, accessibile a tutti, come c’è in Italia e in altri Paesi. Un servizio sanitario gratuito che assicuri un buon servizio accessibile a tutti. Non bisogna perdere questo bene prezioso. Bisogna mantenerlo! E per questo occorre impegnarsi tutti, perché serve a tutti e chiede il contributo di tutti. Anche nella Chiesa succede a volte che qualche istituzione sanitaria, per una non buona gestione, non va bene economicamente, e il primo pensiero che ci viene è venderla. Ma la tua vocazione è in Chiesa: non è avere dei quattrini, è fare il servizio, e il servizio sempre è gratuito. Non dimenticatevi: salvare le istituzioni gratuite».

L’Angelus integrale

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Articolo 32

​La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.