Case di comunità: siamo sulla strada giusta?

Intervista a Marco Geddes, Forward, 10 febbraio 2022

In questa intervista pubblicata su Forward, Marco Geddes presenta le caratteristiche e le problematiche di una delle misure previste dal PNRR: l’apertura delle Case di comunità.

La prima problematica che emerge è quella legata all’apertura di un numero elevato di Case di comunità. Le Case di comunità prevedono, per definizione, partecipazione e coinvolgimento. Tuttavia, per garantire il diritto all’accessibilità a questi servizi è necessario individuare i siti idonei alla loro realizzazione. Sarà inoltre necessario instaurare un dialogo tra Case di comunità e medici di medicina generale, tema già affrontato da questa associazione. Sebbene al momento sia l’ipotesi della convenzione a prevalere, una relazione di dipendenza – suggerisce Geddes – dovrebbe essere quantomeno sperimentata. Già esistono Case di comunità funzionanti, ma adesso è necessario generalizzare queste singole esperienze e portare i medici di medicina generale all’interno delle Case di comunità.

Per far funzionare correttamente le Case di comunità, non si può prescindere dalla presenza (e dunque dalla formazione) di nuove figure professionali. Tuttavia, i provvedimenti presi in questo senso sono stati poco lungimiranti. Infine, l’apertura delle Case di comunità, che dovrebbe garantire il dialogo tra sanità e società, presenta due problemi. Innanzitutto, per ottenere questa integrazione tra servizi sociali e comunità, servono spazi idonei ad allocare i servizi stessi. Inoltre, è necessario il coinvolgimento dei comuni per pianificare l’inserimento nei servizi sociali e la costruzione di team multi-professionali.

La Casa di comunità dev’essere la porta d’ingresso al servizio sanitario nazionale, e la gestione di tale struttura non può che essere pubblica in un servizio sanitario pubblico.

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